Verso il 2050: Megatrends nell‘industria, nella politica e nell’economia globale

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    Megatrends nell'industria - Monica Maurino

Negli ultimi anni abbiamo assistito alla crescente ondata di populismo che ha spostato la retorica in molte delle maggiori economie del mondo in una direzione nettamente più protezionista e nazionalista. Queste correnti hanno messo in discussione i megatrends nell’industria consolidati negli anni relative alle macroeconomie e alle politiche mondiali.

Sebbene i rischi della de-globalizzazione, delle forze populiste e nazionaliste, e dei loro fattori guida, persisteranno ancora per molti anni; più ampie riflessioni mi inducono a pensare che nel prossimo futuro queste problematiche potrebbero essere sostituite da nuove dinamiche scatenate da cambiamenti tecnologici sempre più rapidi. Quindi, in realtà, l’idea che la globalizzazione continuerà a diffondersi in modo più ramificato, porterà con sé più innovazione ed interconnessione.

Tutto questo mi porta a pensare che l’ordine mondiale nei prossimi anni (tra oggi e il 2050) diventi sempre più caotico e disordinato. Il sistema internazionale guidato dagli Stati Uniti sta cedendo il passo a un mondo multipolare; dozzine di paesi dovranno affrontare crescenti tensioni tra autorità centrali e locali; le nuove tecnologie trasformeranno radicalmente il posto di lavoro, la società e le guerre; i cambiamenti climatici e la scarsità di risorse renderanno i modelli migratori più volatili; alla fine, nuove ideologie emergeranno in risposta a queste sfide.

Una ricerca effettuata su 250 leader e decision maker di differenti aree industriali hanno messo in luce le nuove forze di settore che avranno il maggiore impatto nell’industrie nei prossimi 30 anni.
Globalizzazione, spostamenti demografici, urbanizzazione, cambiamenti climatici e proliferazione di Internet sono i megatrends macroeconomici che daranno forma al XXI secolo. Questi megatrends sono forze globali, apparentemente irreversibili, che hanno già segnato in modo indelebile l’economia mondiale e la società, e continueranno a farlo anche nei prossimi decenni.

Ma come si manifesteranno questi megatrends a livello industriale? Quali effetti e come influenzeranno il futuro dei settori come quello farmaceutico, energetico, automobilistico e agroindustriale nei prossimi trent’anni? A mio avviso, questi megatrends daranno vita a sviluppi futuri generando implicazioni importanti in termini di regole a prescindere dal settore da cui provengono.

A mio avviso, esaminando la mia quotidianità, forze come i cambiamenti demografici, l’urbanizzazione e il cambiamento climatico stanno già impattando anche sulle piccole attività di business e nella società.

Una visione più olistica del cambiamento mondiale che prenderà forma nella prima metà del XXI secolo, ci consentirà di identificare quali implicazioni o quali opportunità porteranno al nostro settore di appartenenza.

Quali riflessioni occorre fare per analizzare l’impatto dei megatrends nell’industria locale?

La riflessione che vorrei portarvi a fare segue i punti qui sotto descritti:

  • In che modo le nuove generazioni di consumatori, che stanno diventando molto più consapevoli della propria individualità e coscienziose nelle loro scelte, guideranno iniziative di efficienza energetica, cure sanitarie personalizzate e una nuova generazione di micro-alimenti geneticamente modificati.
  • L’espansione della popolazione e l’urbanizzazione sono i principali driver che si trovano dietro alle smart city e sistemi di trasporto altamente intuitivi, orientati a diventere sempre più forti e più importanti che modelleranno il modo in cui l’infrastruttura sarà concepita e progettata.
  • La proliferazione di Internet e della connettività sarà al centro di ogni settore industriale, come la telecomunicazioni “tradizionali” che sarà un settore che si trasformerà in servizi senza confini riconoscibili che sarà in grado di modellare lo sviluppo della grande maggioranza delle industrie presenti o da creare. L’Internet delle cose diventerà una forza dominante in tutte le industrie, anche se i parametri della sua redditività economica stanno ancora emergendo e l’evoluzione potrebbe essere ritardata o de-focalizzata dalle regolamentazioni, dalla sicurezza informatica o dai contraccolpi politici.
  • I cambiamenti climatici avranno un impatto sulla regolamentazione e sulla percezione pubblica di tutto, dalle industrie estrattive alla guida dei modelli futuri della nuova produzione alimentare. Le priorità ambientali stanno spingendo per una revisione dei settori dell’automotive e delle risorse naturali, poiché le aziende cercano di trasformarsi in entità pronte, o almeno capaci, a operare nell’economia a basse emissioni di carbonio.

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Michele Riderelli

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