Negli ultimi dieci anni, il mercato degli smartphone ha registrato una crescita senza precedenti, portando a centinaia di miliardi di prodotti venduti ogni anno. Gli smartphone hanno trasformato società come Apple in una company da trilioni di dollari qual’è, e dove si sono inserite altre aziende come Huawei e Xiaomi a livello internazionale. Ma non finisce qui, c’è molto di più successo storico dello smartphone oltre alle vendite di hardware.
Come riportato dalla Deloitte nel rapporto dei trend 2020, la crescita dello smartphone oggi, ha consentito a numerosi altri settori di generare miliardi di dollari di vendite ogni anno. Il cosiddetto “moltiplicatore di smartphone”, vale a dire prodotti e servizi a seconda della provenienza dello smartphone, dovrebbe generare il prossimo anno circa 459 miliardi di dollari di vendite a livello globale, poco meno dei 484 miliardi di dollari previsti da Deloitte nelle vendite effettive di smartphone.
Secondo Deloitte, il moltiplicatore di smartphone comprende una vasta gamma di prodotti e servizi, tra cui hardware (ad esempio custodie, caricabatterie, accessori audio, dispositivi portatili), contenuti (ad es. Annunci pubblicitari mobile, abbonamenti streaming e soprattutto app) e servizi (ad es. Riparazioni, assicurazione, cloud storage) e potrebbe presto eclissare le vendite effettive di cellulari come il principale fattore di guadagno nell’economia degli smartphone.

 

L’economia dell’usato attira sempre più start up con nuovi modelli di business L’economia dell’usato per l’Italia ha un valore di 18 miliardi di euro, lo riporta l’osservatorio 2015 “Second Hand Economy” condotta da Doxa per Subito. L’indagine riporta che il 38% degli italiani, pari ad un valore di circa 6,8 miliardi di euro, acquista su portali di […]

Quest’anno il Temporary Manager festeggia i 20 anni di operato nel territorio italiano.
In realtà, le prime figure di Temporary Manager (TM) operavano nelle aziende italiane già dal 1987, solo sette anni più tardi, attraverso una prima indagine di mercato, si è presa coscienza di questa figura professionale.

A distanza di 20 anni, L’Impresa (rivista del Sole24Ore) partner editoriale della nuova indagine, analizza lo stato attuale di questa professione.

L’articolo di Maurizio Quarta, Managing Partner di Temporary Management & Capital Advisors, è pubblicato da L’Impresa (rivista del Sole24Ore) nel mese di dicembre, analizza lo stato attuale di questa professione a distanza di 20 anni.

Una sintesi della stessa indagine è possibile leggerla su HR online sempre dello stesso Maurizio Quarta

L’indagine mostra che i direttori HR hanno una percezione più ampia della figura professionale di Temporary Manager (TM) rispetto al 1995 e si mostrano mediamente soddisfatti del loro operato. L’utilizzo di queste figure è aumentato, soprattutto con ruoli di copertura di diverse funzioni su progetti di ristrutturazioni aziendali, internazionalizzazione, startup ed altro.

Michele Riderelli

Nell’articolo si mettono in relazione le dimensioni delle aziende che più hanno utilizzato il Temporary Manager e la durata del suo impiego nelle stesse aziende.

L’indagine si conclude con il concetto che una maggior consapevolezza e, quindi, l’estensione di questa consapevolezza anche al PMI con fatturato sotto i 5ML€, contribuirebbe all’utilizzo maggiore di un Temporary Manager in azienda. Nonostante i segni positivi, l’Italia ha ancora standard lontani dai modelli virtuosi Olandesi e Inglesi.

Michele Riderelli

 

In conclusione,

  • In futuro, servirà sicuramente far conoscere queste figure a un più ampio numero di soggetti utilizzatori.
  • Il livello di conoscenza merita un’approfondimento più dettagliato e operativo, non generico.
  • occorre definire standard di qualità e principi etici sia per le società che per i manager.